Il Mirror, People e l’accordo che non c’è mai stato…

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( traduzione a cura dello Staff di MJFanSquare )

E’ una cosa divertente. Da quando il processo di alto profilo per la morte di Michael Jackson ha iniziato a prendere una brutta piega per il promoter AEG Live, un sacco di giornali che fanno pubblicità a grande diffusione e redditizia per i suoi eventi sono intenti a infamare Michael Jackson più che mai.

Ad aprire la strada è stato il Mirror nel Regno Unito. Qualche settimana fa e-mail presentate nel processo hanno dimostrato che il capo di AEG Randy Phillips aveva ‘schiaffeggiato’ Michael Jackson perché aveva paura di partecipare a una conferenza stampa. Lo schiaffeggiò e gli urlò ‘così forte che i muri tremavano’.

La rivelazione scioccante è stata ampiamente ignorata dalla stampa. Alcuni giorni dopo che la prova era stata ascoltata in un’udienza pubblica, solo un organo di stampa aveva avuto il coraggio di pubblicare la prova (il NY Post, ndt). La AP non aveva incluso la testimonianza nel suo rapporto quotidiana dall’aula. Il giornalista aveva affermato su Twitter che era fuori dall’aula per mandare delle email quando si è verificata la testimonianza.

E’ stato solo quando i fan hanno iniziato a rumoreggiare sulla ‘copertura’ su siti come Twitter, che altri media a malincuore hanno pubblicati i commenti. Giornali sponsorizzati da AEG come il Mirror però, stranamente hanno cercato di dipingere Michael Jackson come il cattivo. Secondo la prima riga della storia del Mirror, Jackson ‘doveva essere schiaffeggiato’. È interessante notare che il Mirror è stato molto più veloce nel pubblicare una storia l’anno scorso accusando Janet Jackson di aver schiaffeggiato un minore. Una storia che si è rivelata essere una bugia.

Questo fine settimana – giorni dopo che il figlio di Jackson è salito sul banco dei testimoni e ha testimoniato di aver visto Phillips nella sua casa mentre suo padre non c’era che si comportava in modo ‘aggressivo’ verso il medico di Jackson – l’edizione domenicale del Mirror, chiamata People, l’ha fatto di nuovo. Ha pubblicato una storia altamente fuorviante su alcuni ‘file dell’FBI’ che presumibilmente dimostrano che Michael Jackson è stato visto molestare bambini da parte di più dipendenti di Neverland. I ‘files dell’FBI’ dettagliano anche un presunto accordo con un giovane accusatore nel 1992 – prima del caso Jordy Chandler.

In realtà, la storia è una sciocchezza, una raccolta di accuse storpiate e sbagliate che non sono né ‘nuove’, né ‘esclusive’ , nonostante le ripetute affermazioni di People che lo sono. Infatti, i documenti non sono affatto ‘files dell’FBI’. Questa è senza mezzi termini una menzogna. Inoltre le accuse sono state tutte di dominio pubblico per molto tempo, alcune già screditate due decenni fa.

Naturalmente, la maggior parte dei lettori non si disturberanno a controllare la storia. Perché dovrebbero? Il giornale dovrebbe farlo prima di pubblicarla. Purtroppo sembra che neanche altri media se ne preoccupino. Il Daily Mail ha già rimaneggiato la storia, evidentemente senza fare alcun tentativo di indagarne la veridicità prima di farlo.

Potrei entrare in un sacco di dettagli circa le affermazioni fatte da People – e dai vari giornalisti pigri che copieranno e incolleranno la sua storia centinaia, o forse migliaia di volte sul loro sito e nei loro giornali nei prossimi giorni. Ma qual è il punto? Le informazioni sono già di dominio pubblico.

Quelli che odiano Jackson adotteranno il racconto di People come prova per il loro caso. Coloro che sono interessati a sentire entrambi i lati del caso Jackson già sapranno che queste affermazioni sono state smontate da tempo. Nessun altro si prenderà nemmeno la briga di fare ricerche sulla storia. I lettori di People comprano il giornale, perché a loro piace e si fidano. Essi, come previsto, crederanno a questa storia e non la metteranno in dubbio.

In breve, comunque, per la cronaca:

1) I ‘files dell’FBI’ non sono file dell’FBI. Sono trascrizioni di interviste compilate da un giornalista di tabloid che ha pagato le sue fonti – tra cui una che si è rivelata non esistente. Sono state acquisite da un investigatore privato che lavorava per il team di difesa di Jackson. Un decennio più tardi questo investigatore è stato perseguito per intercettazioni illegali. L’FBI ha sequestrato tutti i suoi file, di cui queste interviste tabloid formavano una minuscola parte.

2) Le accuse che Jackson era stato sorpreso da più dipendenti non vengono, come deduce People, da una serie di documenti diversi. Vengono tutte da un documento – una trascrizione di un colloquio con un paio di persone, i LeMarque, che hanno lavorato a Neverland a fine anni ’80 e nei primi anni ’90. People volutamente non afferma che tutte queste accuse non corroborate provengono da uno solo dei documenti, invece fuorvia volutamente i lettori e suggerisce che sono estrapolate da una serie di prove.

I LeMarque non hanno mai contattato la polizia circa l’abuso che hanno affermato di aver visto, optando invece per negoziare accordi con i giornali scandalistici – tra cui il Mirror. Le loro affermazioni sono state indagate dai poliziotti che indagavano su Jackson, che hanno riscontrato che la coppia aveva accettato di aggiungere sempre più dettagli grafici nelle loro interviste per più e più soldi. Gli investigatori hanno concluso negli anni ’90 che la coppia non aveva credibilità e non possedeva alcuna prova di un abuso vero e proprio. Sono stati chiamati per disperazione a testimoniare nel processo contro Jackson nel 2005 dopo che i procuratori avevano visto il loro caso cominciare a disintegrarsi, ma furono distrutti nel controinterrogatorio. I giurati hanno respinto la loro testimonianza e assolto Jackson, all’unanimità.

3) Il supposto ‘accordo’ del 1992 è stato dettagliato a un reporter di un tabloid, per soldi, da una fonte femminile che diceva di lavorare per lo studio legale di Jordan Chandler. Non ha mai mostrato al reporter un documento – lo ha semplicemente ‘letto’ al telefono. Un’indagine della polizia su questa affermazione ha riscontrato che il ragazzo nominato nell’accordo non esisteva, non c’era traccia che alcun accordo fosse mai stato pagato, e la fonte femminile non aveva mai lavorato per lo studio legale e di fatto non esisteva. Non si è più sentito parlare di lei.

Questo lascia uno degli elementi del racconto di People in piedi; che Jackson ‘presumibilmente’ – che parolina comoda – avrebbe pagato 35 milioni di dollari a due dozzine di giovani accusatori. Il giornale non presenta alcuna prova per corroborare tale affermazione. Solo una nota nei documenti del reporter del tabloid, che People travisa volutamente come un ‘file dell’FBI’.

Contrariamente a quanto sostiene People gli investigatori sapevano e hanno studiato questi nastri come parte della loro indagine su Jackson nel 2003/4, in cui sono stati assistiti dall’FBI. Nonostante tutte le loro risorse, né la polizia californiana né l’FBI sono mai stati in grado di individuare alcuna prova che qualsiasi bambino oltre a Jordan Chandler o Jason Francia, sia mai stato oggetto di un accordo transattivo.

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  • cinzia

    Io mi chiedo, questa falsificazione di documenti spacciati per file autentici dell'FBI, non li ha visti l'FBI stessa? Non è un reato questo punibile severamente?

  • rosa

    quello che penso e': si puo' pubblicare qualcosa a nome di ente tanto importante e non pagare alcuna conseguenza? Ci fate sapere come va a a finire?

  • Mariapaola

    Grandi! Grandissimi!
    Vi prego, fate in modo da farlo leggere agli altri media in modo che lo riportino!!

    Grazie mille!!

  • Mariapaola

    Come ciliegina sulla torta, ci penso io ad aggiungere che i file dell'FBI supportano l'INNOCENZA di Michael e che non è mai stata trovata alcuna prova che dimostri il contrario. 😉

  • senia

    La cosa curiosa è che se nel 2005 ci fosse stata una sola prova a favore dell'accusa…….potrebbe mai essere che Sneddon non l'avesse presa in considerazione??? figuriamoci…..visto che non c'era niente da provare ……..se le sono costruite da soli e smontate dalla difesa una per una e quindi??….. bell'articolo questo …grazie.