Stato-mafia: indagini su scisma Grande Oriente d’Italia

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Palermo. Le infiltrazioni mafiose e ‘ndranghetiste nella massoneria e il terremoto che, nel 1993, provocò lo scisma nel Grande Oriente di Italia e le dimissioni del gran maestro Giuliano Di Bernardo entrano nell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Di Bernardo è stato sentito come testimone dai pm che indagano sui patti che lo Stato avrebbe intavolato con Cosa nostra. 
Emerge dunque, dai nuovi sviluppi investigativi che anche la massoneria avrebbe potuto aver avuto un ruolo nella stagione stragista degli anni ’90.
I pm partendo da quello che per l’epoca fu un vero e proprio terremoto, cioè il netto distacco di Di Bernardo da Grande Oriente, sono giunti a nuovi possibili indizi, sulla possibile conoscenza o partecipazioni di ambienti esterni a Cosa nostra nella strategia stragista degli ani ‘90. Di Bernardo lasciò la guida del Grande Oriente e prima di dimettersi andò dal duca di Kent, massima autorità massonica, per segnalargli il rischio di ingerenze criminali legate a mafia e ‘Ndragheta. Un incontro, quello tra il gran maestro e il duca, che portò quest’ultimo a revocare il riconoscimento al Grande Oriente d’Italia. 
Lo stesso Di Bernardo, sentito dai pm Nino Di Matteo e Roberto Tartaglia, ha confermato di avere saputo di presenze criminali infiltrate nel Goi e di essere venuto a conoscenza che stavano per accadere fatti gravi. 
Una ricostruzione un po’ vaga di quegli anni, quella riferita ai magistrati dal gran maestro, che, però, nel 1993 deve avere allarmato il duca di Kent arrivato a prendere provvedimenti drastici. Il ruolo di massoneria, 007 deviati e eversione nera, dunque, sembra sempre di più lo scenario che i pm tentano di ricostruire nell’inchiesta sulla trattativa dove Cosa nostra diventa una dei protagonisti della stagione delle stragi.

Fonte ANSA

 

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