Il caso Amicizia

A proposito di amicizia…

L’amicizia è un sentimento di affetto, di stima e reciprocità tra due o più esseri viventi, esiste nel regno degli animali, in quello umano e in quello extraumano.

A volte le relazioni tra gli abitanti dei mondi conosciuti e sconosciuti, intrecciandosi, creano speciali legami emotivi, come quelli vissuti nel cosiddetto “ caso amicizia ” e cioè una serie di contatti molto ravvicinati, tra creature aliene ed esseri umani.

Si tratta del “caso” più rappresentativo della storia della moderna ufologia: dal 1956 al 1978, in Italia si ebbe una serie di sconvolgenti avvistamenti di oggetti non identificati e contatti con strane creature extraterrestri.

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Il territorio particolarmente interessato fu l’Abruzzo e alcuni abitanti delle città di Pescara, Chieti, Montesilvano e Vasto, nonché vaste aree del territorio abruzzese fino ai confini con il Lazio. Numerose le testimonianze di persone dell’entroterra abruzzese che proprio in quegli anni intravidero abbaglianti sfere di fuoco.

A largo delle coste di Pescara, nel mar adriatico, intorno agli anni 70/80, per molto tempo si è potuto osservare una lunga scia luminosa.

Globi luminosi emergevano dal mare, terrorizzando i pescatori e mettendo seriamente in allarme la guardia costiera.

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I giornali, le reti televisive, gli appassionati di ufologia del tempo, si rincorrevano per cercare di fornire notizie sempre più aggiornate sul significato di quella strana piattaforma e delle sfere scintillanti, ma ovviamente le notizie erano dai media ufficiali ridicolizzate e screditate.

I protagonisti di questa storia, alcuni di loro ancora in vita, hanno raccontato l’esperienza di contatto avuta con gli extraterrestri: incontri speciali che hanno segnato il loro cuore.

Si potrebbe cercare di capire il significato della relazione definita “amicizia” e dei messaggi in essa contenuti, ma a tutt’oggi la storia è avvolta da una densa cortina di nebbia. Forse i men in black nostrani hanno usato il “neuralizer”proprio come quelli nell’omonimo film?

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Chissà, ma gli abitanti dei pianeti lontani, speravano di cambiare la testa avida e cocciuta di svariati elementi della razza umana, oppure è vero il contrario?

E’ possibile che l’ingordigia di un’umanità senza scrupoli li abbia fatti desistere dalla missione amorevole e cercando di asservirli ai propri subdoli scopi ne abbia provocato l’allontanamento?

E ancora, è possibile che una parte degli umani contattati, abbia rinunciato agli incontri perché la loro struttura anatomica era pervasa da un’energia più forte?

E perché non pensare che gli alieni con tutta la sapienza, intelletto e tecnologia, abbiano sopravvalutato la razza umana e non siano stati in grado di comprendere gli aspetti storici/socio/culturali, leggi, religione e le caratteristiche personali, amicizie, affetti, passioni, dei soggetti contattati?

Mica sono perfetti. La perfezione non è né di questo né di altri mondi e poi quante domande senza risposta!

In ogni caso, gli incontri sensazionali, sia a causa dell’eccessivo clamore mediatico e forse, sia per scaduti termini di programma spaziale/terrestre s’interruppero e sul “caso amicizia” cadde il silenzio.

Gli alieni esploratori che parlavano correttamente più lingue terrestri e non, appartenevano a più razze extragalattiche, per lo più simili agli umani, si differenziavano solo per l’altezza: alcuni non superavano il metro, altri raggiungevano anche tre metri e avevano le mani più lunghe rispetto alle nostre.

I primissimi contatti risalgono al 1956 e furono identificati dal contattista numero uno, Bruno Sammamiccia, con la sigla W56. Le esperienze dei contattati furono davvero speciali: visioni ravvicinate, materializzazioni, visite nelle basi marine e/o sotterranee e sulle astronavi.

Il primo approccio avvenne nella primavera del 1956, sul colle dell’annunziata (154 mt sul ldm) nell’antica costruzione della fortezza Pia, un importante punto strategico/panoramico della città di Ascoli Piceno.

“La rupe, o colle dell’Annunziata, è circondata da una serie di “Grotte”, più precisamente dei muraglioni con nicchioni a volta, costruiti in epoca romana. I vani comunemente chiamati grotte formano una serie di vasti ambienti. Questi ruderi sono forse i resti di un monumentale baluardo, la cui particolarità è data dal fatto che non si conosce con certezza l’uso dell’edificio. Gli scrittori locali hanno molto fantasticato sulla sua destinazione, secondo le tradizioni locali, forse, potevano essere, la residenza del pretore, oppure, altre fonti parlano di un sistema fortificato per difendere la città di Ascoli Piceno.”

Bruno Sammaciccia e altri tre amici durante un’escursione sul colle dell’Annunziata, furono avvicinati da due “strani esseri”, di fattezze simili agli umani. Sarà l’inizio di una lunga serie d’incontri, durati oltre 20 anni, ai quali parteciperanno sempre più persone.

La stampa, le televisioni, il mondo, non saprà nulla di questa storia straordinaria, fino a quando Bruno Sammamiccia poco prima di morire, chiederà al suo amico Stefano Breccia di scrivere dell’esperienze vissute e, dopo la pubblicazione del libro “Contattismi di massa”, si scatenerà il putiferio mediatico.

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Non c’è un solo frammento di questa storia che non sia stata censurata, schernita e infine, dulcis in fundo, i suoi protagonisti fatti passare per dei simpatici buontemponi.

Fonti:

www.travelitalia.it
www.wikipedia.it
“Contattismi di massa” di Stefano Breccia