Luis Miguel Chiasso e Adam Kadmon: identikit di uno strano “suicida”

Indagini su uno strano suicidio: la morte di Luis Miguel Chiasso all’interno della Caserma dei Carabinieri Salvo d’Acquisto a Tor di Quinto, Roma. L’inchiesta è divisa in tre parti: nella prima parte la dinamica dei fatti e le cose che non tornano; nella seconda parte l'analisi dell’ultimo messaggio di Luis Miguel Chiasso, nella terza parte l’intervista al produttore di Adam Kadmon e l’intervista ad amici e parenti di Luis Miguel.

– di Maria Melania Barone ( http://news.you-ng.it/2014/11/30/luis-miguel-chiasso-adam-kadmon-identikit-uno-strano-suicida/ ) –

inchiestaYoung_LMchiasso 001Io penso che nella vita lottare e soffrire: siano proprio queste l’essenze di una vita degna di essere vissuta. Se non ti stai spingendo al di là della tua “zona di comfort”, se non stai chiedendo di più a te stesso – crescendo e imparando nel cammino – stai scegliendo un’esistenza vuota. Ti stai negando un viaggio straordinario. Ti Amo mondo come Amo me stesso“. Tenete bene a mente queste parole, perchè sono state scritte da Luis Miguel Chiasso, il carabiniere trovato morto all’interno della casermaSalvo d’Acquisto a Tor di Quinto, a Roma. Secondo chi oggi conduce le indagini, il giovane carabiniere italo-colombiano si sarebbe infatti suicidato il 25 Novembre scorso all’interno della caserma dove prestava servizio. Come? Con la pistola d’ordinanza. In che modo? Sparandosi un colpo in petto. Prima di morire il giovane avrebbe scritto (ma il condizionale è d’obbligo perchè non si sa se sia stato proprio lui), di essere Adam Kadmon, noto personaggio che interviene all’interno della trasmissione Mistero in onda su Italia 1. All’interno di questo lunghissimo post, il carabiniere scrive anche che qualcuno avrebbe dovuto ucciderlo, esattamente come ha provato a denunciare in altri post pubblicati sul suo profilo e poi misteriosamente cancellati. Il produttore del programma tv però smentisce tutto.

QUELLO CHE NON TORNA – Quel che possiamo dire con certezza è che, se ad un primo acchito questa storia può sembrare strana e piuttosto “complottara”, a ben guardare si tinge drammaticamente di nero. La prima domanda che viene naturale porsi è: come mai una persona che vuole suicidarsi, decide di spararsi un colpo in petto? Insomma, le posizioni più utilizzate nei film, nei gialli, nei romanzi sono altre: un colpo alla tempia, la pistola in bocca. Tutte posizioni che possono garantire una morte rapidissima e indolore. Perchè per uccidersi ci vuole coraggio e, soprattutto, ci vuole predisposizione. A questo punto la curiosità di visualizzare il suo profilo facebook diventa molto più forte e, pare evidente, che Luis Miguel non avesse affatto quella predisposizione: oltre agli status che sono un vero inno verso la vita e al buon vivere (che per Luis Miguel coincideva esattamente con la “conoscenza”), ci sono anche dei video che mostrano Luis Miguel combattere il traffico di Roma ballando in auto, oppure esprimere il suo desiderio di tornare a casa correndo sulla spiaggia e poi sparendo in una nuvola nera. Una persona allegra e solare. I suoi post cambiano inesorabilmente proprio nei primi giorni che precedono la sua morte. Da quello che si legge, Luis Miguel non risponde assolutamente al profilo del potenziale “suicida” e la stessa teoria è condivisa da altri suoi amici contattati dalla nostra redazione.

Qui sorge spontanea una seconda domanda: suicidio o omicidio che sia, com’è possibile che in Caserma nessuno abbia udito nulla? Insomma, un colpo di pistola si sente soprattutto tra mura attigue. Il carabiniere, secondo la ricostruzione, avrebbe chiuso la porta dall’interno, avrebbe scritto quel lunghissimo post che su facebook ha ottenuto oltre 9400 condivisioni e poi avrebbe chiamato il 112 in stato confusionale. Il collega che ha risposto alla chiamata del 112 si è subito allarmato e ha telefonato in caserma per lanciare l’allarme. Così i colleghi di Luis Miguel avrebbero forzato la porta ritrovando il corpo esanime. Una dinamica oggettivamente strana su cui la Procura ha aperto un fascicolo ed ha affidato le indagini ai Carabinieri del Nucleo Investigativo. Sarà anche una prassi che “bisogna accettare nel rispetto delle istituzioni” e di chi compie onestamente il proprio lavoro, tuttavia risulta un po strano che ad indagare sulla morte di un carabiniere morto in una Caserma, con un colpo d’arma da fuoco, siano gli stessi Carabinieri sebbene questi appartengano, appunto, al Nucleo investigativo. Ma tant’è. La logica avrebbe voluto che vi fosse affiancata anche un’altra forza di polizia.

40 GIORNI PRIMA DI MORIREE proprio sull’integrità di chi porta la divisa, e sulla necessità di rispettarsi, Luis Miguel aveva scritto qualcosa nel post del 16 ottobre: “I dogmi dividono: lo Spirito unisce. La violenza non elimina i problemi, elimina solo persone con problemi uguali o peggiori dei nostri. Sotto le divise il Cuore ha un solo colore. Che sia dunque quello del Rispetto Reciproco“. A chi si rivolgeva Luis Miguel?Secondo l’app di geolocalizzazione che aveva attivato su facebook, Luis Miguel si trovava proprio nei pressi del Duomo di Milano. E poichè Luis Miguel ha citato le “divise”, ci si chiede se ci fosse una caserma nei pressi di quel luogo visibile in fotografia. E’ la domanda più ovvia ma, ai fini di un’indagine, potrebbe risolversi in un nulla di fatto. Nelle immediate vicinanze di quel posto esistono tre caserme dei carabinieri, ma questa resta tuttavia un’ipotesi. Ciò che ci sembra opportuno domandare è: nella foto che accompagna questo status, c’è qualcuno a cui Luis Miguel si sta rivolgendo? E’ un messaggio o una libera esternazione? L’unica cosa certa è che era il 16 ottobre 2014, 40 giorni prima di morire.

L’inchiesta sulla morte di Luis Miguel continua ….

Leggi la seconda parte: Analisi dell’ultimo messaggio di Luis Miguel

Leggi la terza parte: Intervista al produttore di Adam Kadmon e ad amici e parenti di Luis Miguel Chiasso

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