COMUNICATO STAMPA: Caso “Luis Miguel Chiasso”, istituito un osservatorio permamente

Roma, 6 dic. (Seven Network) – La sera del 25 novembre scorso il giovane carabiniere italo-colombiano Luis Miguel Chiasso, veniva trovato morto all’interno della caserma Salvo d’Acquisto a Tor di Quinto, a Roma, dove prestava servizio.

Secondo le prime ricostruzioni si sarebbe suicidato con la pistola di ordinanza, sparandosi al petto.

La procura di Roma, per accertarlo, ha aperto un fascicolo per il reato di “istigazione al suicidio”, una prassi in casi analoghi. Il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e l’aggiunto Mario Dovinola hanno disposto l’autopsia sulla salma, eseguita il 27 novembre presso il Policlinico A. Gemelli. Il medico legale incaricato, a stretto giro, dovrà anche ricostruire la dinamica del colpo.

Per i colleghi più intimi, gli amici e per i familiari il suicidio di Luis, per gli amici “Lu”, è giunto inaspettato ed è tutt’ora un mistero, per un ragazzo da tutti descritto come sempre allegro e disponibile verso il prossimo, che amava il proprio lavoro e la vita.


Prima di morire sul suo profilo facebook è stato pubblicato il seguente messaggio:

Ciao popolo. Vi prego condividete e urlate al mondo intero.

Sono luis miguel chiasso qualcuno mi conosce sente le mie parole alla TV mi sono creato il personaggio con un attore di Adam kadmon, vi avevo promesso che avrei levato la maschera come faccio a sapere tante cose? Semplice

Lavoro per i servizi segreti italiani ed internazionali da tempo sto vedendo cose a noi sconosciute cose non di questo mondo ma dei nostri creatori, purtroppo sapere determinate cose porta delle responsabilità, mi resta poco da vivere so già che stanno arrivando per chiudere la mia bocca per sempre.

Anni fa giurai questo “Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni”.

E ora popolo vi dico combattete ribellatevi fate che la mia morte non sia vana perché il popolo ha il diritto alla disobbedienza verso il governo quando questo perda legittimità agendo fuori dai limiti del mandato e il diritto all’uso consapevole dell’illegalità giustificato dallo stato di guerra che i governanti, tradendo il patto, avrebbero ripristinato:

E se coloro che con la forza sopprimono il governo sono ribelli, i governanti stessi non possono essere giudicati altrimenti, se essi, che sono stati istituiti per la protezione e la conservazione del popolo e delle sue libertà e proprietà, le violano con la forza e tentano di sopprimerle, e quindi, ponendosi in stato di guerra con quelli che li avevano stabiliti come protettori e custodi della loro pace, sono propriamente, e con la maggiore aggravante, rebellantes, cioè a dire ribelli. Ma se coloro, che dicono che questa dottrina getta il fondamento della ribellione, vogliono dire che può dare occasione a guerre civili o disordini intestini il dire al popolo che esso è sciolto dall’obbedienza quando si perpetrano attentati illegali contro le sue libertà e proprietà e può opporsi alla violenza illegittima dei suoi governanti istituiti, quando essi violino le sue proprietà contro la fiducia posta in loro, e che perciò questa dottrina, essendo così esiziale per la pace nel mondo, non deve essere ammessa, per la stessa ragione essi potrebbero parimenti dire che uomini onesti non possono opporsi a briganti e pirati, per il fatto che ciò può dar occasione a disordini o versamenti di sangue. Se in tali occasioni avviene qualche male, esso non deve essere imputato a chi difende il proprio diritto, ma a chi viola il diritto dei vicini. Se l’uomo innocente e onesto deve, per amor di pace, cedere passivamente tutto ciò che possiede a colui che vi attenta con la violenza, vorrei che si pensasse che razza di pace vi sarebbe al mondo, se la pace non consistesse che in violenza e rapine, e non dovesse essere conservata che per il vantaggio di briganti e oppressori.“

Un abbraccio Luis Miguel Chiasso (Adam)

Raggiunto dalla redazione di you-ng.it il produttore della trasmissione Mistero” Claudio Cavalli in onda su Italia 1, nella quale interviene il personaggio di Adam Kadmon, ha smentito ogni collegamento con il carabiniere, smentita che domenica 30 novembre è stata pubblicata anche sul blog ufficiale di Adam Kadmon.

L’appartenenza del carabiniere ai servizi segreti è stata immediatamente smentita da non meglio precisate “fonti qualificate”.

A cosa si riferiva Luis quando scrive di “cose a noi sconosciute cose non di questo mondo ma dei nostri creatori” che afferma di sapere?

L’aver scritto “mi resta poco da vivere so già che stanno arrivando per chiudere la mia bocca per sempre” è dovuto solo ad un inspiegabile delirio da manie di persecuzione conseguente ad un’improssiviso stato depressivo nel quale il giovane sarebbe caduto, o c’è dell’altro?

Aldilà delle congetture ed ipotesi avanzate sui social da parte di chi dubita che si tratti di un suicidio, la vicenda presenta molte zone d’ombra e interrogativi ancora senza risposta.

Per questi motivi Seven Network, impegnata nel giornalismo investigativo, ha deciso di istituire un osservatorio permanente e avviare un’inchiesta giornalistica sulla vicenda, con l’intento di fare chiarezza e giungere alla verità.

Siamo aperti alle vostre segnalazioni e collaborazioni, anche in forma anonima.

Potete contattare l’osservatorio “sette” scrivendo alla email osette@seven-network.it , oppure potete utilizzare il seguente numero sempre attivo: +39 06 21118707.

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