E gli “orbs” stanno a guardare

Accade sempre più frequentemente che l’immagine di “oggetti circolari” di varie dimensioni, chiamati orbs, rimanga impressa sia nelle videoregistrazioni sia nelle foto digitali e, qualche volta, il loro passaggio può anche essere osservato a occhio nudo.

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O.R.B.S. è un acronimo inglese: Orbital Reduction Ball Shine, (Piccola Palla Orbitale Brillante e/o globi di luce, più o meno), ed è il nome con cui convenzionalmente è conosciuto questo fenomeno.

Gli orbs, impressi nelle foto, perfettamente visibili, presentano un contorno smerigliato, un piccolo nucleo centrale e somigliano a delle alghe antichissime: le diatomee.

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Nulla della loro origine trova una spiegazione e quindi si rincorrono le ipotesi più svariate.

  • Macchie sull’obiettivo, difetti propri delle macchine fotografiche digitali.

  • Corpuscoli di polvere aerea naturale, goccioline di umidità o insetti microscopici.

  • Frammenti di plasma energetico.

  • Entità incorporee creature di altre dimensioni.

  • Sonde di esplorazione sconosciuta terrestre o extraterrestre

  • Segnalatori di confini di realtà parallele extradimensionali

  • Particelle di polvere artificiali intelligenti.

Di tutte le voci sopraelencate, l’ultima, “particelle di polveri speciali”, è quella che mi rabbrividire perché l’origine è umana e laddove, una certa parte di umanità interviene sull’ambiente in modo infido, non lo fa certo per scopi benefici.

Questa polvere speciale, intelligente, è la cosiddetta smart durst.

In realtà si tratta d’impercettibili microsensori che perfettamente dissimulati nell’ambiente sorvegliano i movimenti, il calore, i suoni degli esseri viventi e dell’habitat in cui vivono, insomma sono spie itineranti.

Quest’infinità di computers microscopici, diffusi nell’ambiente da veicoli non identificati, crea una rete globale invisibile, dove ogni informazione trasmessa, raggiunge i potentissimi mainframe nelle strutture predisposte alla vigilanza.

Tuttavia dietro la supervisione capillare del territorio sia per scopi bellici sia per la sicurezza ambientale, si nasconde un losco obiettivo: il controllo delle popolazioni.

Il condizionamento che ne deriva investe la riservatezza personale, il pensiero, le capacità di scelta e la salute.

In questo modo tutti i comportamenti umani, possono essere osservati e connessi alla rete come un qualsiasi cellulare collegato a internet, perciò, le applicazioni sui telefonini aumenteranno in modo vertiginoso. Il 2014 è l’anno in cui è decollato il sistema “near field communication” cioè un modo di pagamento con il telefonino, a distanza ravvicinata, che farà dimenticare carte di credito e bancomat. E’ una corsa che non si arresterà, tutto sarà collegato alla rete e gli oggetti del mondo, come gli smarthphon, potranno avere un accesso indipendente a internet; anzi è già così.

Il riempimento è avvenuto, l’ambiente è saturo di telefonini e di “balls” invisibili, dunque si tratta solo di mantenere, concentrare e agire.

E’ una questione di soldi, le strutture che hanno più potere economico avranno più facilmente accesso agli organi di controllo e orienteranno le tendenze culturali e ludiche di ogni società presente nel mondo.

Un guaio serio dalle conseguenze gravissime.

Il primo effetto che mi viene in mente è che i diritti fondamentali delle persone non esisteranno più e la società futura sarà, sotto tutti i punti di vista, indesiderabile;

Tuttavia, spero sempre di sbagliarmi.

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Se al contrario penso agli orbs come entità incorporee di altre dimensioni il discorso cambia, ma la spiegazione diventa più difficile.

Il termine orbs e/o dal latino “orbis”, vuol anche dire cerchio e la sua manifestazione fisica è un nuovo e affascinante fenomeno esoterico. Le prime segnalazioni degli orbs risalgono al 1936, quando furono osservate per la prima dall’occultista svizzero Roaul Monantdon.

Che cosa sono di preciso, nessuno lo sa. L’unico punto certo è che fanno parte della nostra realtà ma su modulazioni di frequenza e vibrazioni diverse.

E se fossero delle imperfezioni di pareti extradimensionali? Tramezzi incompleti che lasciano passare bolle di materiale non identificato?

Spiriti disincarnati che si manifestano, oppure esseri di luce, creature extradimensionali in esplorazione sulla terra? Chi lo sa?

Troppo spesso nelle ipotesi più incredibili, si nasconde la realtà e, quest’ultima prospettiva, per niente dannosa per il cervello degli esseri umani può essere, forse, considerata veritiera.

In ogni caso, l’aspetto fastidioso di tutta questa storia è che un orbs, fissato in una foto, rovina inesorabilmente la bellezza dell’immagine.

Il fenomeno, il mistero, è in fase di studio e per adesso, in attesa di buone nuove per il 2015, accontentiamoci di stare a guardare.

Fonti :

www.orbsite.com
www.wikipedia.it
www.segnidalcielo.it