“Mario Biondo non si è suicidato, è stato ucciso”

Nuovo esposto dei genitori alla Procura di Palermo affinché in Spagna proseguano le indagini sul caso.

E’ quanto afferma la criminologa Roberta Bruzzone. Incaricata dalla famiglia ad investigare sul decesso del 30enne cameraman palermitano, trovato morto impiccato il 30 maggio 2013 nella casa in cui viveva assieme alla moglie Raquel Sanchez Silva, a Madrid.

”Ci sono molte cose che non ci convincono affatto, a cominciare dal ritrovamento del cadavere – sostiene la Bruzzone –  Gli orari non sono compatibili”

“Ci sono tanti elementi che convergono facendoci propendere per l’omicidio. Gli esiti dell’autopsia, oltretutto, conservano tutta una serie di criticità da sciogliere. Ci sono elementi che fanno credere in un omicidio, un omicidio violento commesso attraverso una meccanica lesiva che ha lasciato ampi riscontri sul corpo di Mario. Tra gli elementi più importanti che confermano la nostra tesi, il doppio solco sul collo, non compatibile con un impiccamento volontario, e la presenza di urina ancora nella vescica. A chi hanno prelevato il campione di urine secondo il quale Mario avrebbe assunto alcol e stupefacenti?”

Intervenuta recentemente ad una conferenza stampa a Palermo, insieme all’avvocato Toni Palazzotto, presso lo studio legale dell’avvocato Carmelita Morreale, uno dei legali della famiglia Biondo, la Bruzzone ha dichiarato che “sarebbero stati attuati una serie di depistaggi mirati a camuffare l’omicidio con un finto suicidio”.

I genitori di Mario hanno presentato un nuovo esposto alla Procura di Palermo, chiedendo una seconda rogatoria internazionale affinché in Spagna proseguano le indagini sul caso.

“Se accoglieranno la nostra richiesta, a breve potremmo avere qualche indagato” ha concluso la Bruzzone.

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