Elettrosmog, la minaccia invisibile

L'avvento dell'era tecnologica e delle nuove tecnologie ha facilitato le comunicazioni e il lavoro e ha ampliato le conoscenze; in particolare, la tecnologia assorbe attualmente gran parte del tempo della vita di molte persone nei paesi tecnologicamente avanzati ma a volte si sottovalutano gli effetti dell'elettrosmog, inquinamento elettromagnetico invisibile ma presente nell'ambiente, e le conseguenze che può avere per la salute, se se ne abusa e non si prendono le dovute precauzioni.

di NOEMI LUPO –

Il promemoria n.296 dell’OMS di Dicembre del 2005 “Campi elettromagnetici e salute pubblicaIpersensibilità ai campi elettromagnetici”, riporta: Da un certo tempo, numerosi individui segnalano diversi problemi di salute, che essi stessi attribuiscono all‘esposizione a campi elettromagnetici. Alcuni soggetti lamentano sintomi leggeri e reagiscono evitando, per quanto possono, i campi, mentre altri sono colpiti in modo talmente grave da abbandonare il lavoro e cambiare interamente stile di vita. Questa presunta sensibilità è stata generalmente chiamata ipersensibilità ai campi elettromagnetici o EHS (Electromagnetic HyperSensitivity).”.

Da allora, sono trascorsi circa undici anni e, l’incidenza dei casi di persone che soffrono di questa presunta patologia, per cui non ci sono ancora prove scientifiche definitive, è in aumento. Per esempio, l’A.I.E. (Associazione Italiana Elettrosensibili) , afferma che alcuni studi stimano che ne soffra dall’1% al 3% della popolazione. L’associazione definisce queste persone elettrosensibilili, cioé ipersensibili ai campi elettromagnetici (CEM) ad alta frequenza (generati da dispositivi Wi-Fi, telefoni cordless, telefonini, stazioni radiobase, ripetitori radio-televisivi, radar) e a bassa frequenza (generati da elettrodotti, elettrodomestici, computer, impianti elettrici delle abitazioni).

I sintomi più comuni dell’ipersensibilità ai campi elettromagnetici, chiamata anche elettrosensibilità, sono di vario tipo: irritazione o bruciore della pelle, affaticamento, astenia, mancanza di concentrazione o di memoria, vertigini, nausea, palpitazione cardiaca, disturbi della digestione, dolori muscolari ed articolari.

Le conclusioni del succitato promemoria dell’OMS riportano che “L‘ipersensibilità ai campi elettromagnetici è caratterizzata da diversi sintomi non specifici che variano da individuo a individuo. I sintomi sono certamente reali e possono variare molto nella loro gravità. Qualunque ne sia la causa, l‘ipersensibilità ai campi elettromagnetici può costituire un fattore disabilitante per gli individui che ne sono afflitti. Non esistono criteri diagnostici chiari per l‘ipersensibilità ai campi elettromagnetici e non esiste alcuna base scientifica per associarne i sintomi all‘esposizione. Inoltre, l‘ipersensibilità ai campi elettromagnetici non è una diagnosi clinica e non è chiaro se rappresenti un unico problema medico.”.

Tra l’altro, i sintomi dell‘ipersensibilità ai campi elettromagnetici sono simili a quelli della sensibilità a molteplici agenti chimici (MCS, Multiple Chemical Sensitivity) e, secondo alcuni pareri medico-scientifici, ci sarebbero delle connessioni tra questi e la struttura genetica dei soggetti che soffrono di entrambi i disturbi.

In Italia, una delle associazioni che si occupa di queste problematiche è l’A.I.E. (Associazione Italiana Elettrosensibili), associazione di promozione sociale composta da persone che da anni hanno scoperto di essere elettrosensibilili. L’Associazione persegue il riconoscimento del problema dell’elettrosensibilità a livello sanitario, previdenziale e istituzionale ed il suo scopo principale è ottenere la una riduzione dei limiti ambientali dei livelli dei campi elettromagnetici. Ha costituito negli anni una rete nel territorio italiano, mettendosi in contatto con strutture sanitarie statali e locali e si sta inserendo anche nella rete internazionale. L’associazione, ha raccolto negli anni diversi pareri medici e documentazioni scientifiche, ha trovato diversi accorgimenti da adottare per chi soffre di questo disturbo, per aiutarli a proteggersi e schermare gli ambienti di vita, di contatto e di scambio interpersonale.

L’A.I.E. ha recentemente organizzato l’evento NO WI FI DAYS, una contromanifestazione simbolica svoltasi nelle giornate del 29 e 30 Aprile 2016, spronando la popolazione a spegnere il segnale Wi-Fi in quei giorni per lanciare un segnale a livello nazionale e cercare di sensibilizzare e di informare sul tema, auspicandosi una maggiore presa di coscienza di un problema, che, come vedremo più avanti, diventa sempre più ingente.

In un servizio della rete televisiva “Teleunica”, sul Convegno “Patologie da causa ambientale – Sensibilità chimica multipla (MCS) ed Elettrosensibilità (dal cellulare al wi-fi): una reale emergenza sanitaria”, organizzato dalla A.I.E. e voluto da una giovane lecchese costretta a vivere reclusa in casa a causa di questi disturbi, tenutosi il 18 settembre 2015 presso l’Ospedale A. Manzoni di Lecco, Sergio Crippa, coordinatore dell’associazione, ha rilasciato un’intervista sul tema dell’elettrosensiblità e delle patologie da causa ambientale.

Egli spiega che questi disturbi colpiscono milioni di persone nel mondo dei paesi tecnologicamente più evoluti. In particolare, parlando della sensibilità chimica multipla, afferma che, essendo una patologia di nuova concezione medica, non si hanno ancora degli strumenti totalmente utili per arrivare a formulare una diagnosi specifica e si arriva ad una diagnosi “per esclusione”. A volte alcuni sintomi vengono sottostimati o attribuititi ad altre patologie. E’ difficile quindi, sia diagnosticare che prevenire questo genere disturbi e, attualmente, uno strumento che può aiutare nella prevenzione è il test genetico, utlile per comprendere, in base alla propria struttura genetica, se si è in grado di sopportare un certo carico di tossine ambientali.

Nell’attesa di ulteriori sviluppi, è consigliabile cercare di ridurre quanto possibile l’impatto elettromagnetico a livello ambientale, iniziando dalle proprie case e dai propri locali, riducendo così i potenziali rischi per la salute.

Di seguito trovate un elenco con alcuni accorgimenti che si possono adottare per cercare di smaltire e mitigare le fonti elettromagnetiche dei dispositivi elettrici ed elettronici:

  • Rilevare i campi elettromagnetici attraverso un rilevatore di campi elettromagnetici, o richiedendo una verifica a professionisti del settore.
  • Cercare di ridurre al minimo i tempi di esposizione effettiva alle fonti di campi elettromagnetici, evitando di posizionare i dispositivi elettrici o elettronici nelle camere da letto o dove si trascorrono molte ore ed utilizzandoli solo quando è realmente e strettamente necessario..
  • Utilizzare un disgiuntore (un dispositivo che interrompe il passaggio di corrente quando non serve).
  • Usare il telefono cellulare con gli auricolari con filo, evitare di tenerlo in tasca o sotto il cuscino o troppo vicino al corpo ed evitare di utilizzare telefoni cellulari GSM.
  • Evitare di tenere i dispositivi Wi-Fi accesi e preferire la cablatura.
  • Acquistare prodotti elettrici o elettronici con marchio CE, evitare di tenere gli elettrodomestici in standby, eseguire controlli e manutenzione periodici degli elettrodomestici, comprare solamente gli apparecchi che sono essenziali.
  • Eliminare i telefoni cordless o, se proprio necessari, sostituirli con telefoni cordless di tecnologia più recente, che elimina l’emissione delle onde di ricerca quando il ricevitore si trova nella sua base.
  • Utilizzare vernici antistatiche, che dissipano le cariche elettrostatiche.
  • Tenere nei propri locali piante da appartamento, a cui sono attribuite proprietà di assorbimento delle onde elettromagnetiche come il Cactus peruvianus, il Filodendro o philodendrum, la Tillandsia cyanea.
  • Rivolgere una particolare attenzione anche alla propria dieta, seguendo una dieta disintossicante, preferendo cibi semplici, bevendo molta acqua e controllare il livello di glutatione (il più importante antiossidante dell’organismo).

Sebbene l’elettrosensibilità non sia a tutt’oggi una patologia riconosciuta dalla Medicina Ufficiale, diverse recenti notizie lasciano comprendere che il problema ed i rischi rivestono già una certa entità e a volte in alcune zone di varie città italiane sono stati sforati i limiti di emissione di onde elettromagnetiche previsti dalla legislazione.

Per chi fosse interessato ad approfondire ulteriormente l’argomento, segnalo alcuni articoli di sicuro interesse:

Sindrome da onde elettromagnetiche. Pensione di invalidità a una donna (Corriere della Sera, 26 Agosto 2015)Per la prima volta a Tolosa riconosciuto il danno per la controversa patologia per cui non ci sono prove scientifiche. Soddisfazione delle associazioni.”

Elettrosmog, allarme del Codacons: “A Monte Mario limiti massimi (Roma Today, 31 Gennaio 2016)“In seguito alle segnalazioni di alcuni cittadini, l’associazione ha effettuato delle rilevazioni che hanno misurato una massiccia presenza di onde. – Presentata denuncia in Procura.”

Furci. Elettrosmog, una scatola nera nelle antenne: depositato il regolamento. Dibattito in aula ( TempoStretto del 21 Marzo 2016 ) – “I cittadini, dal canto loro, con la petizione, intendono portare all’attenzione del sindaco “un problema presente nel paese da anni, ad oggi irrisolto”. In particolare viene citata “un’antenna di rete mobile, installata in pieno centro abitato, nella popolosa via IV Novembre. Sulla scorta di risultati attendibili – si legge nel documento – provenienti da specifici studi medico-scientifici, è ormai noto che simili apparecchiature costituiscono fonti di inquinamento elettromagnetico che, nel tempo, comportano seri rischi per la salute ad esso esposti. Per questo motivo si chiede al sindaco Foti “di attenzionare la segnalazione e predisporre una adeguata verifica ed eventualmente la rimozione.”

Infine il sito dell’A.I.E. (Associazione Italiana Elettrosensibili), in cui ci sono anche dei riferimenti scientifici sulla correlazione tra emissioni in Radiofrequenza/Microonde della telefonia mobile e la ridotta fertilità maschile, e il canale youtube dell‘associazione: Elettro sensibili.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo sono proposte unicamente a scopo informativo, non costituiscono diagnosi o consigli Medici; inoltre, non intendono sostituire né istruzione Medica, né i servizi e i trattamenti di un Medico a cui chi ha necessità deve rivolgersi e riferirsi.

About Redazione 424 Articoli
Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere. Dichiarazione Universale dei Diritti Umani Art.19