TRUMP FA L’ANNUNCIO UFFICIALE DALLA CASA BIANCA: “L’AMBASCIATA A GERUSALEMME È UN GESTO DOVUTO”

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Maria Giovanna Maglie per Dagospia

Dagospia

 

E’ ufficiale, ed e’ storia : l’ambasciata degli Stati Uniti, con calma perché ci vorrà del tempo per trovare e costruire un luogo idoneo, ma fin da ora alcuni uffici si trasferiranno accanto al Consolato, va nella capitale di Israele, Gerusalemme.

 

DONALD TRUMP BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP BENJAMIN NETANYAHU

Donald Trump lo ha annunciato dalla Casa Bianca, formalizzando una decisione che aveva già comunicato ai leader di mezzo mondo il giorno precedente.

Ha precisato che è un gesto dovuto e che i tre presidenti prima di lui avevano evitato di compiere, nonostante fosse una loro precisa promessa elettorale ed anche il mandato di una legge del 1995. Ha ricordato che lui le promesse le mantiene e che non crede che questo fermerà il dovuto processo di pace in Medio Oriente che ristagna da tempo e che già dal viaggio in Arabia Saudita sta tentando di far riprendere.

 

Tutto vero, il Jerusalem Act votato dal Congresso nel 1995 da buona parte dei rappresentanti dei due partiti è stato da allora ogni anno rinviato dai presidenti nella sua applicazione pratica per ragioni di sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Di più, nel giugno scorso, forse credendo di incastrare il presidente rispetto alla sua promessa elettorale, il Senato ha votato 90 a 0 una mozione per obbligare il presidente a mettere in atto il Jerusalem Act.

 

GERUSALEMME GERUSALEMME

Ecco fatto, ma adesso tutti si lamentano a partire dai democratici americani, fino al papà e perfino a Federica Mogherini, e alzano alti lai sui pericoli di atti terroristici, sui giorni della rabbia e sull’ isolamento che gli Stati Uniti rischiano. Dimenticando che l’intera Europa negli ultimi anni è stata piegata da stragi riuscite e attentati sventati all’ultimo momento, che non c’è nessun processo di pace in atto in Medio Oriente.

 

Ma naturalmente il punto non è questo, il punto, e lo scandalo, si riassumono in due parole; la prima riguarda il comportamento di Donald Trump, la seconda il tentativo nei confronti di Israele: discontinuità e delegittimazione. Nella delegittimazione di Israele è impegnato più o meno tutto il mondo, Europa in testa, dotata di straordinaria assenza di memoria; la discontinuità, per fortuna, è arrivata nelle azioni da marziano della politica di Donald J Trump, che dopo molto tempo contrasta la delegittimazione e per questo irrita e scandalizza.

 

GERUSALEMME CITTA' VECCHIA GERUSALEMME CITTA’ VECCHIA

Qualche esempio. Ho letto sul Corriere della Sera che la decisione di Trump “ ha l’effetto di surriscaldare immediatamente il clima politico in Medio Oriente. Le parole del presidente suonano come l’affossamento definitivo del processo di pace nella regione, processo ormai da anni su un binario morto come dimostrano le reazioni diplomatiche seguite all’annuncio della Casa Bianca”’. Fantastico, che cosa si affossa se stava già da anni su un binario morto? Che cosa si surriscalda, se nell’ultimo anno israeliani sono stati scannati nelle loro case e per la strada e il bilancio non è peggiore solo perché c’è un controllo ferreo, lo stesso tipo di controlli che viene criticato dal mondo intero, come se gli italiani non avessero diritto di difendersi.

 

Ho sentito Sky Tg24 parlare di un elefante in cristalleria, laddove per elefante si intendeva naturalmente il presidente degli Stati Uniti e il suo modo di porsi e proporsi, essendo la cristalleria Hamas, Hezbollah, gli Ayatollah iraniani, o forse il noto leader democratico Erdogan.

 

federica mogherini federica mogherini

Ho sentito al TG3 il conduttore di linea notte lamentarsi che così si ferma il processo di pace, omettendo però di spiegarci a quale processo di pace si riferisce, visto che non se ne vede traccia. Tra i suoi ospiti una Dacia Maraini parlava di tiranni che vogliono spostare l’attenzione da sé, non ho capito se si riferisse a Kim jong-un e Achille Bonito Oliva confuso sosteneva che è come spostare la capitale italiana da Roma a Zurigo ed è necessario forse comprargli un atlante.

 

Ho sentito al TG de la7 dire con tono definitivo che non sentivamo l’esigenza di uno spostamento dell’ambasciata americana. A parte il fatto che sono decisioni che riguardano gli Stati uniti, a parte il fatto che l’intromissione in questo caso è regnata sovrana, e da parte di quello stesso genere di persone che di solito è gelosissimo custode dei diritti di non subire alcun tipo di ingerenza, la mancanza si sentiva invece, eccome.

 

tunnel hamas 4 tunnel hamas 4

Israele si è appena ritirata da una mostra dei rotoli del Mar Morto a Francoforte perché il governo tedesco non avrebbe garantito il loro ritorno se fossero stati richiesti dai palestinesi. Insomma, la signora Angela Merkel si è rifiutata di riconoscere la proprietà israeliana di uno dei patrimoni dell’umanità, che testimoniano l’origine giudaico-cristiana dell’Occidente intero.

 

Per fortuna la decisione almeno un piccolo scandalo lo ha causato in loco, il Museo Biblico di Francoforte ha cancellato la mostra prevista per l’apertura di settembre 2019, Il suo direttore, Jürgen Schefzyk, si è ufficialmente lamentato della decisione del governo tedesco. Resta l’incredibile decisione da parte di quelli che danno lezioni di democrazia a tutta Europa,ma che imitano anche oggi i razziatori di patrimonio altrui di ieri.

 

MANIFESTAZIONE CONTRO LA RISOLUZIONE UNESCO SUL MURO DEL PIANTO - IL FOGLIO MANIFESTAZIONE CONTRO LA RISOLUZIONE UNESCO SUL MURO DEL PIANTO – IL FOGLIO

D’altra parte, l’Unione Europea non finanzia i terroristi di Hamas attraverso organizzazioni umanitarie culturali completamente farlocche? La stessa Unione Europea non ha marchiato i prodotti israeliani come provenienti dai territori occupati? l’Unesco,ormai in mano agli arabi, non ha forse dalla sua lussuosa sede di Parigi deciso che Hebron e’ territorio occupato e che le tombe dei Patriarchi appartengono al islam? Ha protestato qualcuno? Come ha votato l’Italia nelle suddette occasioni? Beh, Trump ha salutato e ha sbattuto la porta, gli Stati Uniti sono fuori dall’Unesco.

 

Nell’opera di delegittimazione ha brillato anche l’attuale pontefice, al quale ha fatto una preoccupata telefonata Abu Mazen, leader, si fa per dire, dell’Autorità Palestinese che in questi anni non ha fatto un passo avanti in un processo di pace del quale tutti parlano e ora temono perduto per sempre, ma dove sia nessun lo sa. Che non ha mai mosso un dito per fermare le ondate di terrorismo dell’ultimo anno. Nessun leader palestinese ha mai mosso un dito per fermare il terrorismo che e’costato decine di migliaia di morti in 80 anni a israele.

Netanyahu Clinton e Abu Mazen al vertice di Shar el Sheikh Netanyahu Clinton e Abu Mazen al vertice di Shar el Sheikh

 

Bergoglio chiede di “rispettare lo status quo” a Gerusalemme. Dovrebbe stare tranquillo. Israele è l’unica nazione del Medio Oriente nella quale i cristiani aumentano e sono trattati con grande rispetto, come le loro chiese e come i luoghi a loro sacri, da Gerusalemme a Nazareth al Monte Tabor fino alla tormenta Betlemme. Il pontefice potrebbe effettuare un’efficace sondaggio chiedendo ai cristiani che vivono in Israele come si trovano, facendo poi la stessa domanda, ammesso che riesca a raggiungerli vivi, a quelli di Mosul di Aleppo, del Cairo.

 

Obama con il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente dell\'Anp Abu Mazen Obama con il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente dell\’Anp Abu Mazen

Diciamo pure che nella famigerata Israele gli occidentali campano meglio di quanto cominci a essere a Parigi, per esempio, dove pure Macron e’ tanto preoccupato dello spostamento di Ambasciata americana; o di Londra da dove sono appena stati ritirati dalla metropolitana i ritratti di nudi di Egon Schiele, per non dare fastidio alla sensibilità degli islamici rappresentati da un sindaco pakistano. A Cambridge il “Tito Andronico” è sotto accusa perché conterrebbe scene di violenza sessuale. Quanti attentati ci sono già stati, e quanti ne sono stati sventati, nel Londonistan, l’ultimo contro il primo ministro Theresa May?

papa francesco riceve abu mazen shimon peres e fouad twal 15 papa francesco riceve abu mazen shimon peres e fouad twal 15

 

E di certo nel rispetto di uno status quo che ci vede sempre più invasi, sappiamo tutto sulle molestie sessuali del produttore Harvey Weinstein, ma di quelle di Tariq Ramadan, Fratello Musulmano boss, ovvero un pericoloso estremista, ma pupillo delle università di mezza Europa, non si riesce ad avere notizie, se non smentite e raccolte di firme sdegnate

 

L’America trasferisce la sua ambasciata a Gerusalemme. Capitale di Israele Gerusalemme lo è già e lo sarà per sempre, l’unica capitale in tutto il Nord Africa, il Medio Oriente e l’Asia dove chiese, moschee e sinagoghe sono protette e possono convivere grazie alla sovranità israeliana.

 

Il gesto americano ha un grande valore non solo simbolico visto che buona parte della comunità internazionale non riconosce neppure l’Israele pre-1948. Dalla primavera araba sciagurata e dalla infame campagna di Libia contro Gheddafi, è la prima buona notizia che arriva in quella zona. Let Trump be Trump.

papa francesco riceve abu mazen shimon peres e fouad twal 4 papa francesco riceve abu mazen shimon peres e fouad twal 4

 

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